2004
Mattia torna nel gruppo e si gira il videoclip Belmondo (Il finale è mozzafiato, grazie all’amico Bias). Mat passa dalla Strato alla Jaguar, Jacob dal combo ai quattro coni. La band prende il nome definitivo di Panic Roots.
Alvise è ormai ben integrato nei Los Fastidios, gira l’Europa a bordo di un vecchio Ducato e contribuisce a diffondere il grido dello street-punk. Tanto per non stare con le mani in mano, si registra l’ep For who still cannot wait. E’ un anno di transizione, si ricompatta la band.
Dave prova a strimpellare la chitarra elettrica e nel giro di qualche mese fonda il suo b-side project: i Bad Taste, votati allo stile Hellcat/Operation Ivy.
2005
Si suona di qua e di là. Si prova a arrangiare i pezzi in modo diverso. Si pensa a produrre un album “ufficiale” ma è un periodo nero per la discografia. La Nerv records si fa largo a spallate e butta fuori una compilation che ospita anche un gruppo tedesco e uno croato.
Si fa vivo Tommy, il famosissimo banchettaro dei Los Fastidios. Veneziano di nascita, con un’esperienza punk ventennale. Nasce l’idea di uno special. Alvise impugna il contrabbasso e impara la ritmica Rock’a’billy. Tommy stende una decina di poesie. Prendendo ispirazione dal genio Duane Peters, nasce l’album celebrativo di Tommy Peters and the Panic Roots.
L’ep piace moltissimo, soprattutto ai punk più maturi, e va a ruba nei giri underground di tutta Europa.